Le vittime di Alienazione Genitoriale (figli, padri, madri) MUOIONO TUTTI I GIORNI!

L’alienazione è una grave forma di abuso contro i bambini coinvolti in separazioni conflittuali ed è prodotta da una “programmazione” dei figli da parte di un genitore che agisce violenza psicologica seguendo uno schema grosso modo identico a quello dei seviziatori nei campi di prigionia (genitore alienante): una sorta di lavaggio del cervello che porta i figli a perdere il contatto con la realtà degli affetti, e ad esibire astio e disprezzo ingiustificato e continuo verso l’altro genitore (genitore alienato).

Le tecniche di “programmazione” del genitore alienante tipicamente comprendono l’uso di espressioni denigratorie riferite all’altro genitore; false accuse di trascuratezza, violenza o abuso (nei casi peggiori, anche abuso sessuale); la costruzione di una “realtà virtuale  familiare” di terrore e vessazione che genera, nei figli, profondi sentimenti di paura, diffidenza e odio verso il genitore alienato. I figli, quindi, si alleano con il genitore alienante da cui sanno di dipendere; iniziando ad appoggiare la sua visione ed esprimendo, in modo apparentemente autonomo, astio, disprezzo e denigrazione contro il genitore alienato.

La “programmazione” arriva a distruggere la relazione fra figli e genitore alienato: nei casi gravi i bambini arrivano a rifiutare qualunque contatto, anche solamente telefonico, con il genitore alienato.

U.D.i.RE, contro ogni “cultura negazionista”, continua imperterrita a supportare la Campagna promossa nell’anno 2015 dalla “FONDAZIONE DOPPIA DIFESA” (rappresentanta dall’On. Avv. Giulia BUONGIORNO e dalla showgirl Michelle HUNZIKER) ed auspica che il testo della Proposta di Legge: “Disposizioni penali in tema di abuso delle relazioni familiari o di affido”, venga al più presto rispolverato dal Parlamento, portato in discussione in aula ed approvato.

Scarica il testo della Proposta di Legge:
“Disposizioni penali in tema di abuso delle relazioni familiari o di affido”

Art. 1 (Modifiche al codice penale)
Dopo l’art. 572 del codice penale è inserito il seguente articolo:

“Art. 572 bis
Abuso delle relazioni familiari o di affido

Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni chiunque, nell’ambito delle relazioni familiari o di affido, compiendo in presenza del minore infraquattordicenne ripetute attività denigratorie ai danni del genitore, ovvero limitando con altri artifizi i regolari contatti del genitore con il minore medesimo, intenzionalmente impedisce l’esercizio della responsabilità genitoriale. Se dal fatto deriva una rilevante modificazione dell’equilibrio psichico del minore, le pene sono aumentate. Le pene sono aumentate da un terzo alla metà, se il fatto di cui ai commi precedenti riguarda un minore di anni dieci o con disabilità ai sensi dell’art. 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una delle circostanze aggravanti di cui ai precedenti commi”.

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