Breve riflessione sulla mancanza dei DPI

U.D.i.RE, visto la gravità della situazione, ritiene opportuno rompere il silenzio ed intervenire nella speranza che queste parole arrivino dritte al cuore delle Istituzioni.

Pur consapevoli che qualsiasi Governo si fosse trovato a dover fronteggiare questa eccezionale emergenza sanitaria si sarebbe trovato difronte a qualcosa di sconosciuto, di dimensioni inaspettate, di indubbia gravità e che davanti a un nemico così pericoloso ed invisibile, chiunque sarebbe stato costretto ad assumere, a crisi in corso, importanti decisioni operando in condizioni di assoluta sofferenza; posto che verrà un tempo per valutazioni, bilanci e per sindacare l’operato di tutti, ma “oggi è tempo dell’azione, è il tempo della responsabilità…dalla quale nessuno può fuggire” (Cit.Premier Conte);

ritieneniamo opportuno riflettere su ciò che sta accadendo, in questo momento di così profondo dolore per l’intera nazione, non potendo che rimanere sgomenti e rammaricati davanti alla notizia della mancanza di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e da alcune disposizioni assunte dal Governo tramite il D.L. n.18/2020 (“Cura Italia”) che riteniamo essere incomprensibili, prive di logica e alle quali vorremmo ci venisse data una spiegazione plausibile.

Analizzata la situazione nel suo complesso, dopo aver letto accuratamente il D.L. “Cura Italia”, comprendiamo la ratio della disposizione contenuta all’art.6, con la quale il Capo della Protezione Civile può disporre la requisizione in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare la predetta emergenza sanitaria, ma rimaniamo basiti alla lettura del comma 4, con il quale il Governo dispone che ai proprietari di tali beni sarà corrisposta una somma di denaro a titolo di indennità di requisizione, pari al 100% del valore che la merce aveva al 31 dicembre 2019. Una disposizione che riteniamo essere del tutto irragionevole ed ingiusta, nonché forse la principale causa della mancanza di mascherine e di dispositivi medici.

E’ del tutto evidente che con questa disposizione lo Stato abbia tarpato le ali all’iniziativa privata, rendendo de facto del tutto inconveniente alle aziende l’importazione di DPI onde evitare una perdita certa da ascrivere a bilancio in un periodo oltrettuto già difficile.
Quale imprenditore, infatti, avrebbe il coraggio di importare della merce, come ad esempio delle mascherine, sapendo che l’intero carico potrebbe essere requisito in cambio un’indennità calcolata alla stregua dei valori correnti di mercato alla data del 31 dicembre 2019 e senza tenere conto delle variazioni dei prezzi conseguenti a successive alterazioni della domanda o dell’offerta?
Cosa si pensava di ottenere con un’indennità di requisizione “speculativa” al ribasso? Era del tutto prevedibile che le aziende smettessero di importare dispositivi medici di protezione e che di conseguenza, non avendo l’Italia una propria filiera di produzione, ci sarebbe stata una penuria degli stessi.

La disposizione contenuta nell’art.6, comma 4, ci risulta davvero di difficile comprensione visto che scoraggiando l’iniziativa privata all’importazione di questa merce di vitale importanza, il Governo (che ricordiamo, in data 31 gennaio 2020 dichiarava lo Stato di Emergenza Sanitaria, per 6 lunghi mesi), ha di fatto eliminato un’importante e strategica fonte di approvvigionamento in una situazione di emergenza sanitaria.

Incentivando le aziende italiane ad importare DPI, vigilando sulla loro modalità di distribuzione sul mercato onde evitare possibili speculazioni, lo Stato avrebbe potuto organizzare una propria filiera di produzione e al contempo continuare a rifornire di dispositivi di protezione individuale, di mascherine, medici, infermieri, volontari, ospedali, forze dell’ordine, autotrasportatori e l’intera popolazione, a cominciare da quelle Regioni dove, da mesi, ormai, si combatte senza sosta, nel tentativo disperato di salvare più vite umane possibili.
Forse, al posto di un’indennità di requisizione al ribasso, sarebbe stato il caso di supportare l’iniziativa privata mettendo a disposizione dei voli diretti da e per la Cina, per consentire l’acquisto ad aziende private ed Enti statali, di grossi carichi di DPI in modo tale da risolvere anche il problema dei blocchi sulla merce, attuato da alcuni paesi durante il transito.

Questa nostra riflessione è dettata dal fatto che mentre noi scriviamo nella speranza di essere ascoltati, migliaia di persone si stanno infettando e stanno morendo…persone che forse, con le mascherine, con i giusti dispositivi medici di sicurezza, si sarebbero potute salvare.
Pertanto, tenuto conto di tutte le attenuanti del caso, vorremmo sapere dal Governo il motivo di questa disposizione?

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